L’Arte della Vittoria – Phil Knight

Oggi ho deciso di dare il via anche alla sezione Book, dove ogni tanto pubblicherò una breve recensione di qualche libro che mi ha lasciato il segno, che mi è piaciuto particolarmente e che mi sento di consigliarvi. Oggi tocca a “L’Arte della Vittoria”.

Se vi dico un nome: Phil Knight. Vi salta in mente qualcosa?

Probabilmente no. 

Phil Knight è un ragazzo americano come tanti altri, 24 anni e un sogno nel cassetto. Un’idea apparentemente folle che nasce tra i banchi di scuola durante un corso di imprenditorialità. Vuole importare scarpe a basso costo dal Giappone e rivenderle negli Stati Uniti. Siamo nell’America degli anni ‘60, nello stato dell’Oregon e oggi, circa 60 anni dopo, voglio azzardare che tutti noi abbiamo indossato o indossiamo anche ora una scarpa o un indumento che nasce da Phil. Si perchè quello che ancora non vi ho detto è che Phil Knight, per gli amici Buck, è riuscito a realizzare la sua idea folle e quell’idea oggi si chiama Nike. 

Knight, nel suo libro autobiografico “L’arte della Vittoria”, dimostra che essere imprenditore è molto più di un semplice concetto economico. La sua straordinaria esperienza imprenditoriale, che oggi registra un fatturato di oltre 30 miliardi di dollari, ha inizio quando Buck ha solo 24 anni, una buona dose di pazzia e un’Idea Folle da realizzare: partire per il Giappone, prendere accordi con un’azienda leader nel settore delle calzature, acquistare scarpe sportive di buona qualità a basso prezzo e quindi rivenderle negli Stati Uniti. Inaspettatamente suo padre decide di concedergli un prestito, così Buck, alla vigilia del Ringraziamento del 1962, parte per un lungo viaggio attraverso i cinque continenti, con una meta ben precisa: l’Asia.

Un anno dopo, quasi per gioco, Buck fonda la Blue Ribbon assieme al socio Bill Bowerman, famoso allenatore di atletica leggera. Inizialmente utilizza la casa dei genitori come magazzino in cui stipare le migliaia di scarpe e la sua auto come punto vendita principale, ma con tenacia e passione riesce ben presto a far crescere il volume d’affari. Il giovane imprenditore valorizza le sue conoscenze economiche per creare un’efficiente rete di vendita e per gestire al meglio i prestiti bancari; Bowerman di contro, mette in gioco il suo estro creativo e progetta nuovi modelli di scarpe, volti ad aumentare le prestazioni e il comfort degli atleti americani. I due soci non possono di certo immaginare che quella semplice attività di importazione è destinata a diventare un affermato colosso nel mercato globale. La Blue Ribbon non è altro che la fase iniziale della Nike Inc,, che ha rischiato anche di chiamarsi “Dimension Six” e lo swoosh stampato sulle scarpe di Buck,nato qualche anno dopo e pagato in quegli anni “solo” 35 dollari, è oggi uno dei brand più conosciuti e desiderati al mondo.

Impresa è investimento. Impresa è rischio. Impresa è, soprattutto, passione. Phil Knight ha saputo osare, ha saputo circondarsi di personalità talentuose, ha saputo fronteggiare le avversità con tenacia e ha saputo vincere. Perché Nike è la dea della vittoria e la Nike Inc non poteva che essere un’impresa vincente.

Fatemi sapere nei commenti se anche voi l’avete letto o se dopo questa recensione siete curiosi di leggerlo.

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